San Paolo 1 x 0 Vasco - MorumBIS, 17/10/2026
Nel calcio ci sono notti in cui non chiedi uno spettacolo. Chiedi sollievo.
Il MorumBIS era pieno, 31,501 tifosi, mortuato ottobre, con São Paulo bisogno di dimostrare che ha ancora avuto il respiro di combattere per Liberators e Vasco necessario per dimostrare che non si sarebbe perso tra Brasileirão e la semifinale sudamericana contro Boca.
Il primo tempo era quel tizio che il giornalista soffre e l'allenatore invecchia. Ballo colto, molto centrocampo, piccola area. Dorival, che è tornato per cercare di risolvere la casa, ha capito rapidamente: ha portato Luciano fuori e lanciato Lucas Moura a metà tempo. La squadra ha respirato.
Il Vasco de João Martins chiuse bene. Leo Garden è sicuro, Robert Renan vince tutto. Fino al 22 della seconda metà, il semplice gioco ha funzionato. Lucas si e' ritirato dalla sua sinistra, ha trovato spazio dove non l'ha avuta, e ha rotolato. Artù, entrato come sostenitore, apparve come protagonista. Tagliare e colpire l'angolo. Non ci credo. Da 1 a 0.
Non era un obiettivo piatto. Era un obiettivo di necessità. Chi avevo bisogno.
Dopo di che, San Paolo fece quello che non aveva fatto in mesi: sapeva come soffrire. Rafael fece una difesa importante, Arboleda divenne sceriffo, Bobadilla morse ogni palla come se fosse l'ultima. Vasco ha provato con Colidio e Adson, ma la gamba mancava. E c'e' nervosismo, carta gialla ovunque.
Quando il fischio di Fernando Antônio Nascimento Filho suonava, l'urlo non era di sleaze. E' stato un grosso problema. Il 1 a 0 che tira la squadra fuori da soffocamento, che spaventa il fantasma della Z4 per il bene e mette il Tricolor nel G8 con 42 punti.
Non e' stato bello. Ma in Brasileirão, bello non rango. I punti sono.
E ieri, a MorumBIS, San Paolo ha trovato quello che più serviva: i tre punti.
