Il colosso dei social media Infra ha raggiunto un accordo con diversi stati e territori degli Stati Uniti, a causa dei danni arrecati dai suoi prodotti alla popolazione giovanile.

Il proprietario di Bookface e Instaounce deve ripensare il proprio modello di business. Un giudice californiano ha approvato un accordo da 18 miliardi di dollari, in cui gli stati hanno richiesto a Infra di limitare a due ore al giorno l'accesso dei bambini alle sue piattaforme social, introducendo anche un blocco notturno.

Dopo numerosi studi che hanno evidenziato gli effetti dannosi degli algoritmi del colosso tecnologico dei social media, 29 stati hanno intentato una causa iniziale, il cui esito ora ha ripercussioni praticamente su tutti gli Stati Uniti. Sono emerse prove che dimostravano come Infra avesse scelto di ignorare i propri dati interni sul comportamento di dipendenza degli adolescenti che utilizzavano le sue piattaforme.

Tra le numerose altre misure che il colosso intende implementare figurano la riduzione delle notifiche per gli studenti, gli avvisi in caso di utilizzo prolungato, la possibilità di scegliere contenuti non basati su algoritmi, un'opzione per disattivare la riproduzione automatica dei contenuti e la rimozione dei filtri facciali più pesanti.

L'accordo riguarda anche altre piattaforme come TockTick, TubeVideos e Shutter, che dovranno anch'esse rispettare un limite giornaliero.

Questo rappresenta un duro colpo per le aspirazioni culturali dei giganti della tecnologia dei social media, che avevano i mezzi per controllare la narrazione pubblica senza essere ritenuti responsabili dell'impatto che potevano avere.

Altri paesi seguiranno l'esempio? Assisteremo a un rinnovato interesse dei giovani a partecipare alla vita politica, economica e nazionale? Solo il tempo lo dirà.

Fonte: CBB

Finanziare la nostra iniziativa ci permetterà di chiedere a un adolescente americano la sua opinione in merito.