Dopo aver scoperto che la terra non produce denaro, il governo sta studiando un metodo rivoluzionario: costruire industrie.
Il Brasile avanza in Cile ed espande il suo territorio. La mappa si allarga, i generali festeggiano e il Congresso rimane al 100% imperialista.
C'è solo un piccolo problema:
Il territorio non paga le bollette.
Conquistare un territorio è relativamente semplice. La difficoltà sta nel trasformare chilometri quadrati in aree produttive, industriali e ricche.
Pertanto, mentre i nostri coraggiosi strateghi discutono su quale frontiera conquistare domani, gli economisti propongono un'idea pericolosamente rivoluzionaria:
Che ne dici di produrre qualcosa?
Il passo successivo dovrebbe essere quello di trasformare l'espansione in sviluppo: rafforzare la produzione, costruire infrastrutture e industrializzare il paese. Dopotutto, un Brasile grande fa bella figura sulla mappa, ma un Brasile ricco è molto più difficile da invadere.
E il futuro riserva un obiettivo ancora più ambizioso: preparare il Paese alla corsa agli armamenti militari e, in futuro, nucleari.
Ma calmati.
Prima della bomba atomica, forse sarebbe saggio capire come finanziare la fabbrica che la costruirà.
La formula sembra semplice:
Per prima cosa abbiamo conquistato il territorio.
Poi abbiamo accumulato ricchezza.
E solo allora ci chiediamo chi ha ancora il coraggio di mettersi contro di noi.
Perché un impero senza industria è solo una grande mappa.
E purtroppo, una mappa grande non genera profitto.
